Settima tappa La preghiera, ruolo dell’astrale e del mentale

La dimensione astrale nella preghiera.

Le emozioni e i sentimenti hanno sempre giocato un ruolo molto forte nel rapporto dell’uomo con i mondi spirituali. Pensiamo all’uomo primitivo, e alla sua esperienza di meraviglia, di terrore, di timore, di sottomissione, di domanda di protezione, di devozione, fino all’esperienza di amore. Anche noi oggi, in varia misura, partecipiamo di questa esperienza: un’esperienza da riconoscere, accettare, purificare.

Quando preghiamo possiamo anche costruire immagini astrali e dare loro forza con la nostra volontà: una luce, una scala verso il cielo, una figura sacra, un’aura di benessere, di luce, di armonia, la partecipazione all’energia di Cristo. Possiamo anche entrare in contatto con immagini astrali che hanno un’esistenza indipendente da noi e che possiamo percepire in modo incerto e annebbiato, oppure in vari gradi di chiarezza fino alla visione. Pregando in gruppo si può percepire la forza astrale creata dalla devozione del gruppo, e questo aiuta se siamo capaci di farne un’esperienza di libertà e non di dipendenza.

Andando “in alfa” per pregare, può accadere anche, al di là delle intenzioni, di entrare in contatto con la tenebra. Per questo è importante l’abitudine a restare collegati con la figura di Cristo, in modo che sia facile trovare dentro di noi la strada per ricollegarci immediatamente in caso di pericolo.

La dimensione mentale nella preghiera.

  • è uno strumento di ascesa a Dio: i pensieri sulla ragionevolezza e bellezza del mettersi in rapporto con Dio, sulle sue qualità, ecc., predispongono utilmente alla preghiera;
  • è uno strumento per far scendere, cioè tradurre nell’esperienza umana l’esperienza del divino toccata nella contemplazione.

Nei migliori testi liturgici si riconosce la ricchezza di un'esperienza contemplativa passata prima attraverso la comprensione mentale e poi la dimensione emotiva dell'astrale. Un caso tipico è il Pange lingua, inno in cui Tommaso d’Aquino esprime con rigore teologico (quindi attraverso il veicolo mentale) la sua esperienza contemplativa dell’Eucarestia. Alcune traduzioni moderne indulgono all'atteggiamento devozionale e non mantengono il rigore mentale dell’originale.

L’armonia dei vari veicoli, compreso un mentale non ipertrofico, è di grande aiuto per disporsi correttamente all’esperienza contemplativa e trarne i frutti maggiori.

torna alla pagina precedente