28giu08 Cristo e gli immigrati (Il Vaticano per i diritti degli immigrati,
Agostino Marchetto, 10lug07)
Come ogni essere umano che incontriamo sul nostro cammino (vedi la parabola del buon samaritano) così gli immigrati sono da amare come fratelli. Da tempo su questo tema anche il Vaticano si è pronunciato chiaramente. Riportiamo il testo di un intervento del 10 luglio 2007, cui han fatto seguito numerosi atti e documenti più recenti.
INTERVENTO DELLA SANTA SEDE
AL "FORUM MONDIALE SU MIGRAZIONE E SVILUPPO"
DISCORSO DI S.E. MONS. AGOSTINO MARCHETTO
Bruxelles
Martedì, 10 luglio 2007
Signor Presidente,
Al giorno d'oggi, il legame esistente tra migrazione e sviluppo richiama sempre più attenzione da ogni parte del mondo. A tale riguardo la mia Delegazione, porgendo i propri sentiti ringraziamenti al Governo belga per lo sforzo messo in atto nella preparazione del presente Forum, vuole sottolineare che, siano migranti o membri della popolazione locale, gli esseri umani non sono primariamente o unicamente un fattore economico, ma persone umane, dotate di un'innata dignità e di uguali e inalienabili diritti.
Al tempo stesso, nemmeno lo sviluppo può dirsi autentico, qualora venga ottenuto a spese della gente comune (1). Per essere genuino, lo sviluppo deve essere di ogni persona e di tutta la persona (2), cioè integrale, olistico. Qualora le esigenze morali, culturali, spirituali e religiose degli individui e delle comunità non vengano rispettate, il benessere materiale risulterà insoddisfacente (3).
Per quanto riguarda le migrazioni, senza dubbio le persone hanno, prima di tutto, il diritto a vivere in pace e dignità nel proprio paese. Di conseguenza, i paesi di origine hanno la grave responsabilità di adoperarsi per aumentare il proprio sviluppo, cosicché i propri cittadini non siano obbligati a lasciare la patria per cercare una vita degna altrove.
Tuttavia, il raggiungimento del bene comune universale (inteso per l'intera umanità) richiede il sostegno, la solidarietà, l'assistenza e la cooperazione degli altri, soprattutto quando una Nazione non riesce a tener testa al processo di sviluppo e alla lotta per la pace e la sicurezza.
Purtroppo ancora oggi le persone emigrano, tra le altre cose, per poter provvedere alla propria famiglia, che è, in effetti, la cellula naturale e fondamentale della società. I migranti, come gli altri, hanno bisogno di vivere in una famiglia. Ma ancora di più, in quanto per coloro che sono lontani dalla propria patria, il sostegno della famiglia è essenziale (4). Di conseguenza, le famiglie non devono essere disperse ed indebolite, lasciando i loro componenti in uno stato di vulnerabilità, in particolar modo le donne ed i bambini.
Da un'altra prospettiva, la migrazione è anche causata dalla richiesta, nei paesi industrializzati, dei servizi dei migranti, un fatto legato alla globalizzazione. Così i migranti contribuiscono al benessere del paese di accoglienza e, anche in ragione della loro dignità umana, devono essere rispettati e vedersi garantite le loro libertà: il diritto ad una vita dignitosa, ad un equo trattamento sul luogo di lavoro, ad avere accesso all'istruzione, alla salute ed altri benefici sociali, a sviluppare la propria competenza, a crescere da un punto di vista umano, a manifestare liberamente la propria cultura e a mettere in pratica la loro religione. Ma diritti e doveri vanno di pari passo. Perciò, allo stesso tempo, i migranti hanno il dovere di rispettare l'identità e le leggi del paese di residenza, di lottare per una giusta integrazione (non assimilazione) nella società di accoglienza ed apprenderne la lingua. Essi devono favorire la stima e il rispetto per il Paese ospitante, fino a giungere ad amarlo e difenderlo (5).
Purtroppo, tra di loro, vi sono migranti in situazione irregolare, i quali, tuttavia, indipendentemente dal loro status legale, hanno una dignità umana inalienabile. Di conseguenza, i loro diritti devono essere salvaguardati e non ignorati o violati (6). Lo status di migrante irregolare, infatti, non significa criminalità. La soluzione è quella della migliore cooperazione internazionale, che scoraggi la clandestinità con aumento di canali legali per la migrazione.
Consentitemi di farmi eco, a questo punto, dell'appello pontificio rivolto ai Governi che ancora non l'hanno fatta, per la ratifica della Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti di tutti i Lavoratori Migranti e dei Membri delle loro Famiglie.
Grazie.
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1) Cfr Sollicitudo Rei Socialis (SRS), n. 9 in http://www.vatican.va/edocs/ITA1224/__P2.HTM
2) Cfr Populorum Progressio, n. 14 in http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html
3) Cfr SRS 33.
4) V. Messaggio Pontificio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato
2007 in
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/migration/documents/hf_ben-xvi_mes_20061018_world-migrants-day_it.html
5) V. Erga migrantes caritas Christi (EMCC), n. 77 in http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/migrants/documents/
rc_pc_migrants_doc_20040514_erga-migrantes-caritas-christi_it.html
6) V. EMCC 29.