“L’immagine della Carovana dei Magi esprime i diversi cammini verso la Stella, che è Cristo, ed insieme la sensibilità per gli stimoli offerti a questa ricerca dalle spiritualità esoteriche.”

http://www.nuovimagi.it/                                                                       Newsletter settembre 2004

In queste ultime settimane si sono succedute alcune occasioni stimolanti per il lavoro spirituale:

·          Partecipazione al Cammino di Santiago

·          Il massacro dei bambini in Ossezia

·          Ripresa dell'attività dopo la pausa estiva

Su ciascuna proponiamo alcune considerazioni spirituali qui di seguito.

Il Cammino di Santiago

  In quest'anno 2004 il millenario pellegrinaggio a Santiago ha avuto un particolare successo in Italia. Ho avuto modo di partecipare con un gruppo di 30 persone impegnate in un lavoro di allargamento della coscienza nella direzione transpersonale. Ero partito con un atteggiamento di curiosità spirituale (quindi con un contenuto in parte turistico-culturale), ma restando aperto alla possibilità di ricevere un dono. Ho scoperto il pellegrinaggio come metafora della vita. Ho condiviso il carico di sofferenze deposte dai pellegrini alla croce di ferro sul colle (m.1500 slm) cui si giunge da Rabanal del Camino. Mi ha detto un pellegrino "Dobbiamo partecipare allo sforzo del Cristo sulla Croce cercando di trasformare questo dolore in allargamento della coscienza". Ho sperimentato come i simboli possano essere forze potenti di trasformazione e come la condivisione spirituale di gruppo possa aprire il cuore all'amore del prossimo, lasciando da parte chiusure e difese.

C'è anche una leggenda imbarazzante: durante una battaglia tra spagnoli e mori, che volgeva dalla parte dei mori, comparve un cavaliere su cavallo bianco che cominciò a mietere teste di mori, e la battaglia fu vinta dai cristiani. Il cavaliere era san Giacomo (Santiago), che da allora ha l'appellativo di matamoros (ammazzamori). C'è una statua raccapricciante del matamoros in cima al "retablo" dell'altar maggiore della cattedrale di Santiago, riportata nelle cartoline e nei gadgets. Che dire? Di fronte al disagio delle forme (queste forme, ma anche quelle delle ridondanti cattedrali erette dai "re cattolici" così diverse dalle piccole chiese romaniche templari) il pellegrino è chiamato a distillare dalle forme le qualità. Distillare dalla leggenda il coraggio, lo slancio di quel Giacomo che Gesù chiamava "figlio del tuono" e impegnare queste qualità, come moderni templari, a servizio del tempio interiore. Ancora una volta, allargamento della coscienza. Per scoprire ovunque le tracce del Padre celeste.

Il massacro dei bambini in Ossezia 

Proprio durante il cammino, attraverso un terreno collinare spopolato, siamo stati raggiunti dagli sms sul massacro dei bambini in Ossezia. Il giorno prima avevamo visitato il monastero di San Pedro di Babieca, vicino a Burgos, dove mille anni fa erano stati uccisi dai mori 200 monaci e bambini della scuola del convento. Non è cambiato nulla da allora? Penso che sia cambiata la coscienza collettiva: i morti ammazzati sono tutti uguali, ci rifiutiamo di distinguere fra i nostri e i loro. Semplicemente non ne vogliamo più.

Nello stesso tempo siamo consapevoli di tutto quello che di pesante si trova nelle radici del confronto fra le civiltà islamica e cristiana. Non possiamo pensare che ci siano vie semplici e rapide. Ma dobbiamo "allargare le coscienze e distillare qualità, a servizio del tempio interiore".

Ricordiamo ancora, come nella scorsa newsletter, la profezia di Steiner su quello che sarebbe stato il problema spirituale centrale per l’umanità di questi nostri anni:

Dobbiamo sradicare dall'anima

tutta la paura e il timore

di ciò che il futuro può portare all'uomo.

Dobbiamo acquisire serenità in tutti i sentimenti e le sensazioni rispetto al futuro.

Dobbiamo guardare avanti con assoluta equanimità verso tutto ciò che può avvenire

e dobbiamo pensare che tutto quello che verrà

ci sarà dato da una direzione del mondo piena di sapienza.

Questo è parte di ciò che dobbiamo imparare in quest'era:

saper vivere con assoluta fiducia

senza nessuna sicurezza nell'esistenza,

fiducia nell'aiuto sempre presente del mondo spirituale.

Queste parole fanno eco a quelle di Gesù in Luca 12,32: "Non temete, piccolo gregge: il Padre vostro ha deciso di darvi il regno..."

Ripresa dell'attività dopo la pausa estiva 

Come il pellegrino tornato alla sua sede stanziale, abbiamo a che fare con la ripresa delle nostre attività ordinarie. Cerchiamo di tenere desta la coscienza superiore, anche aiutandoci con qualche forma di meditazione, Per chi risiede a Roma, c'è un incontro settimanale di meditazione a partire da lunedì 20 settembre alle ore 21 nel quartiere di Centocelle, via degli aceri 77 pal. B (suonare Fornataro). Chi viene per la prima volta è pregato di avvisare al 339-6324883 o al 339-5803136.

Per tutti, proponiamo di riprendere il lavoro con lo spirito dell'artigiano di fronte all'icona, espresso in questa preghiera:

Preghiera dell’artigiano davanti all’Icona

Insegnami, Signore,
ad usare bene il tempo che mi dai per lavorare
e ad impiegarlo senza perderlo.
Insegnami a far tesoro degli errori passati
Senza cadere nello scrupolo che logora.
Insegnami a prevedere la stesura della mia icona senza che io mi tormenti,
ad immaginare la mia opera senza affliggermi se nasce diversamente.
Insegnami ad abbinare la rapidità con la lentezza,
la serenità col fervore, lo zelo con la pace.
Insegnami ad iniziare la mia opera perché è qui dove io mi sento più debole.
Aiutami all’apice del mio lavoro a tenere stretto il filo della tensione.
E soprattutto colma tu i vuoti della mia opera.
Signore, nell’opera delle mie mani lascia una tua grazia per parlare agli altri
E un mio difetto per parlare a me stesso.
Mantieni in me la speranza della perfezione
Senza la quale io perderei coraggio.
Mantieni in me l’impotenza della perfezione
Senza la quale mi perderei nel mio orgoglio.
Purifica il mio sguardo: quello che faccio male non è certo che sia male
E quello che faccio bene non è certo che sia bene.
Signore, non farmi dimenticare
Che qualsiasi sapere è vano eccetto dove c’è fatica.
Ogni lavoro senza amore si sperpera
E ogni amore è vano se non mi lega a me stesso e agli altri.
Tu, Signore, insegnami a pregare con le mie mani,
le mie braccia e tutte le mie forze.
Ricordami che l’opera mia ti appartiene
E che sono libero di restituirtela donandola.
Se lo faccio per profitto io marcirò in autunno come un frutto dimenticato.
Se lo faccio per piacere agli altri appassirò alla sera come un fiore.
Ma se lo faccio per l’amore del bene io dimorerò nel bene.
E’ già momento di realizzarla nel bene per la tua Gloria. Amen!


 

Lettera circolare d'informazione su temi spirituali, in parte già presentati sul sito http://www.nuovimagi.it/ .

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