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“L’immagine della Carovana dei
Magi esprime i diversi cammini verso la Stella, che è Cristo, ed insieme la
sensibilità per gli stimoli offerti a questa ricerca dalle spiritualità
esoteriche.” |
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www.nuovimagi.it
Newsletter maggio 2004 |
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In queste ultime settimane si sono succedute diverse occasioni stimolanti per
il lavoro spirituale: ·
Danza sul testo aramaico del padre Nostro, 24-25 aprile ·
Festa di Appunti di Viaggio, domenica 2 maggio ·
Settimana di spiritualità dell’Icona, 5-13 maggio Non a caso queste occasioni si
sono snodate lungo il periodo pasquale, che quest’anno va dall’11 aprile
(Pasqua) al 30 maggio (Pentecoste) Ne diamo notizia separatamente
qui di seguito. Altre occasioni, meno gioiose,
di riflessione spirituale riguardano le ·
vicende della guerra irakena, del terrorismo e della tortura anche su queste faremo alcune
considerazioni a partire dalla fede. |
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DANZA SUL TESTO ARAMAICO DEL “PADRE
NOSTRO”. Stefania
Lepore, ricercatrice nel campo della musica e delle danze sacre e popolari,
conduce questo seminario da dieci anni. Esso nasce dalla ricerca di Neil
Douglas-Klotz, pubblicata in italiano con il titolo Preghiere del cosmo. Meditazione sulle parole aramaiche di Gesù,
Edizioni Appunti di Viaggio, Roma 2002. Una riflessione sul testo aramaico
consente di cogliere lo stesso formarsi del pensiero nella mente di Gesù e i
concetti che i termini usati evocavano. Ne nascono scoperte di grandissimo
interesse spirituale. Come ad esempio il fatto che Aboun (Padre nostro) quando è cantato assomiglia strettamente
all’Om. Che le parole “sia fatta la tua volontà” si possono
leggere come “i nostri desideri si incontrino”. “Venga il tuo regno può essere letto come “incontriamoci e
governiamo”: un “governo di coalizione” con un programma di salvezza e di
pace per il mondo! Il regno di Dio comunque non è da attendere come la
pioggia, ma è da costruire allineando la nostra coscienza al progetto divino. La danza – i cui passi ricordano
da vicino danze sacre arcaiche di vari popoli - è stata accompagnata da
condivisione del pane e del vino e momenti di meditazione. I partecipanti hanno
sperimentato una intimità con il Padre al di là di ogni timore: un padre
assai diverso da quello descritto con il concetto giuridico di
“paterfamilias” nell’antica cultura romana, e molto più vicino a una fonte di
vita e di amore, intima a noi più di noi stessi. |
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FESTA DI APPUNTI
DI VIAGGIO E’ l’appuntamento annuale promosso da Pasquale
Chiaro, “inventore” delle iniziative (rivista, libreria e casa editrice) che
portano il nome di “Appunti di
viaggio”. Quest’anno la giornata si è sviluppata in tre momenti più
significativi:
Uno degli aspetti più
interessanti dell’incontro – come già negli anni precedenti - è stato il
confronto reciproco fra “ricercatori spirituali” provenienti da diverse città
italiane. |
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SPIRITUALITÀ
DELL’ICONA Il seminario si è tenuto nell’eremo di S.Biagio,
sopra Subiaco, dove un piccolo numero di suore salesiane, guidate da suor
Maria Pia Giudici, offre ai giovani un’intensa esperienza di preghiera. Il
luogo è una montagna sassosa, dove già san Benedetto visse tre anni in
solitudine. E’ stato un vero dono di Dio. I partecipanti si sono calati
completamente nel ritmo della preghiera e degli altri tempi della comunità, e
tutto ha sempre parlato di Gesù, da suor Renata – che teneva il corso con
sapienza e semplicità - ai compagni di
corso, alle altre suore, fino ai due pastori di capre che la sera venivano a
cenare con noi. Abbiamo scoperto che la tavola di legno, prima di essere
dipinta, viene incisa, e che questo si fa pensando di incidere il volto di
Cristo nel proprio cuore. E’ stato molto intenso, questo incontro con Cristo! Ciascuno ha ricevuto
alcuni doni spirituali. Dal dono delle lacrime ad altre esperienze di luce
interiore. E ciascuno è tornato a
casa con un’icona “scritta” da lui, con la guida di suor Renata. Chi desidera partecipare a
questa esperienza, o anche solo fare una giornata o qualche giorno di ritiro nell’eremo
può telefonare alla comunità, al numero 0774-84856. |
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Ogni uomo è immagine di Dio, perciò la tortura, come la crocefissione, è
un atto contro Dio. Non importa nulla se il torturato è un “diverso” per
cultura, colore della pelle o religione: Gesù quando ha voluto insegnare l’amore
del prossimo ha scelto proprio un samaritano, cioè
uno straniero eretico. Nella newsletter di Pasqua
proponevamo una preghiera: “Dacci
sensi nuovi – per vedere il mondo risorto”. Di fronte alle notizie di
questi giorni abbiamo veramente bisogno di questi “nuovi sensi”, partecipati
a noi dal corpo di Cristo risorto, per guardare oltre: nella dimensione umana abbiamo visto il diabolico, ma con “i sensi nuovi”
del Risorto siamo capaci di vedere soprattutto il volto di Dio. Ricordavamo anche la
profezia di Steiner su quello che sarebbe stato il problema spirituale
centrale per l’umanità di questi nostri anni: Dobbiamo sradicare dall'anima tutta la paura e il timore di ciò che il futuro può portare
all'uomo. Dobbiamo acquisire serenità in
tutti i sentimenti e le sensazioni rispetto al futuro. Dobbiamo guardare avanti con
assoluta equanimità verso tutto ciò che può avvenire e dobbiamo pensare che tutto
quello che verrà ci sarà dato da una direzione del
mondo piena di sapienza. Questo è parte di ciò che dobbiamo
imparare in quest'era: saper vivere con assoluta fiducia senza nessuna sicurezza
nell'esistenza, fiducia nell'aiuto sempre presente
del mondo spirituale. Non si tratta di negare i
fatti: le notizie relative alla tortura da parte di
organismi militari occidentali nei confronti di prigionieri iracheni ci
portano uno sgomento in tutto parallelo a quello provocato dal terrorismo. Scopriamo che non esistono
stati, istituzioni, culture in cui possiamo aver fiducia riconoscendoli
portatori di valori. E’ finita l’idealizzazione
dello stile di vita americano, e della stessa democrazia. Dobbiamo capire che questo è un dono di Dio, perché aumenta la consapevolezza della nostra
responsabilità personale. Dobbiamo coltivare in noi i valori in cui crediamo,
sapendo che molto probabilmente questo ci porterà all’insuccesso nel “mondo”,
ma che proprio in questo mistero di forza interiore e di insuccesso mondano
il Regno di Dio cresce. Come gli antichi martiri, dobbiamo imparare a dire di no. Questa ascesi del no deve diffondersi ad ogni
livello. Non c’è solo l’obiezione di coscienza eroica, quella che può costare
il carcere o anche la morte. C’è anche il rifiuto di pratiche commerciali o
amministrative o politiche che riteniamo non conformi alla nostra etica. Per
nobilitare certe pratiche, comportamenti, usanze che Gesù non condividerebbe, quante volte abbiamo sentito dire “Ma
questo è politica!”, “Questa è l’economia!”, “Questo è il mercato!”, “Questa
è la moda!”, “Questo è lo sport!”, “Questa è la scienza!”, e persino “Questa
è la religione, questo è l’interesse della Chiesa, della parrocchia, del
convento…”. Dobbiamo riscoprire nel
nostro cuore la capacità di discernere il bene dal male. Senza delegarlo ad
altri, di qualunque autorità siano rivestiti. Possiamo ascoltare i consigli
di persone che sentiamo autorevoli, ma la responsabilità ultima è della
nostra coscienza. Dio nell’ultimo giorno non mi chiederà che cosa mi aveva detto l’ufficiale, il
funzionario, il capo, o anche il prete. Mi chiederà che cosa mi stava dicendo
la mia coscienza. E’ necessario pregare
perché ci sia dato dire i nostri SI e i nostri NO in
umiltà, seguendo il progetto di Dio e non il nostro orgoglio. Possiamo anche cercare di spingere lo sguardo più
lontano, e cogliere anche nei
fatti negativi di oggi i germi del bene che fiorirà. Il crescere della sfiducia
negli stati leader, che pretendono di portare valori ma
si fanno rapidamente smascherare, può creare le condizioni per giungere a
un’autorità sopranazionale più condivisa e partecipata. Non
un governo mondiale di tipo imperiale, ma di tipo comunitario e solidale.
Qualcosa in cui abbiano più spazio “i piccoli” (in
cui si manifesta più facilmente il regno di Dio) Vogliamo fare insieme questo esercizio
di speranza? Il forum sul sito www.nuovimagi.it e questa newsletter sono
a disposizione. |
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spirituali, in parte già presentati sul sito www.nuovimagi.it . Per contattarci: info@nuovimagi.it.
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