Leggere le parole
Come neve
che scende
Sull’alba silenziosa
O piuma
che si posa
Senza fare rumore
Appena percettibile
Sul manto del selciato
Questo suono spezzato
Che a volte noi leviamo
Come prova d’orchestra:
è bastata una sillaba
a sconvolgere il cuore,
fra mille che si dicono
con tono smisurato:
questo tenero cuore
che voglio conservare,
non preda del rifiuto,
ma rifugio dal pianto;
e son le tue parole
che voglio accarezzare
ma il fulgore divino
adesso mi molesta
già non posso raggiungerti,
riprenderti la mano.
Ripenso a quante cose
Mi hai dato di conoscere
Mi hai fatto risalire
La china della strada
Quando tu non
pensavi
Che ti fosse negata
La gioia dell’arrivo,
del riguardare insieme
il sentiero dall’alto
dopo la lunga ascesa
Ma non temere madre:
tu ed io lo abbiamo già fatto
a lunghi passi rapidi,
con il fiato sospeso
quando più assorto e muto
sto accanto a te ed aspetto
aspetto che tu mi veda
così come io sono:
con il mio amore illeso
per alcuni si snodano
le strade del rifiuto
le vie dell’abbandono
o del muto dolore
per me fu scelto un unico
e veloce cammino:
ma io ebbi il tuo amore
che ad altri fu negato
La mia vita è trascorsa
In un trillo di voci
Mentre il verde dei campi
Mi riempiva il sorriso
Ho conosciuto l’alba
Di un mattino incantato
Ho fatto mille cose
Tra la tua tenerezza,
tutto quello che c’era
Da imparare, ho imparato
E per questo è bastata
Questa mia giovinezza
Ho guardato i tuoi occhi
Fino all’ultimo giorno
L’amore e la passione
Mi han fatto compagnia
Ciò che per gli altri è lunga
Rinuncia o confusione
Io non l’ho conosciuto
Disinganno e illusione
Non mi hanno divorato
In pochi giorni ho reso
Ciò che fu consegnato
Certo fu duro apprendere
Che niente più era mio:
la bellezza e la forza
le persone che ho amato
e la vita impalpabile
che è un mistero di Dio
per questo madre cara
depongo sul tuo cuore
la tenera carezza
che hai già conosciuto,
ma non voglio svegliarti
non voglio far rumore:
affido ai sogni lievi
la mia presenza assorta
sussurro le parole
che ti voglio affidare
dischiudo questa porta
lascio lo spazio al vento
che sta a te attraversare
Simonetta
[1] Tentativo di condividere con una madre il dolore per la morte del figlio, dopo un anno.